Incontro di Formazione Novembre 2013 PDF Stampa
Mercoledì 04 Dicembre 2013 18:14

Incontro di Formazione Novembre 2013

locandina.jpgSEQUELA, COMUNIONE E CONDIVISIONE”: sono queste le tre dimensioni esperienziali su cui la comunità educante dell’Istituto scolastico della Congregazione delle Suore Domenicane della Beata Imelda si è ritrovata a riflettere, insieme a Don Umberto Cocconi, il 27 Novembre 2013, durante il primo incontro di formazione e spiritualità.

Ad arricchire questa esperienza formativa e spirituale, ha contribuito la visione del film “Le Ricamatrici” di Éléonore Faucher.

Il film stupisce per la consistenza dell’impianto narrativo, ma anche per la sua delicatezza fatta di mezzi toni che trasmettono dolcezza e nello stesso tempo una forte carica poetica. Un’opera tutta al femminile per la tematica, per la regia, per la recitazione. Ripresa dopo ripresa, sguardo dopo sguardo, la regista tesse questo racconto di sorprendente naturalezza.

Il valore del film sta proprio nel far percepire allo spettatore il delicato ciclo della vita che nasce nell’animo umano, parallelo a quello racchiuso e palpitante nel grembo  di una madre. Un motivo, questo, ripreso anche dalla lavorazione dei ricami, che si formano sotto le mani pazienti delle due ricamatrici: arricchire di bellezza la drammatica tela della vita.

L’atto paziente del cucire, ricamare, fatto di gesti minuziosi, unisce le due donne in un rapporto unitario di sottintesa complicità, di stima e di comprensione reciproca.

La giovane allieva, Claire, sola e fragile di fronte ad una gravidanza indesiderata e alla scelta di tenere o meno il bambino dopo la nascita, e la saggia maestra, Madame Melikian, affranta dal dolore per la perdita prematura del figlio, intraprendono un cammino di intesa riuscendo a colmare la loro solitudine. Claire proietta se stessa nella signora Melikian, alla quale, con la sua presenza, porterà in dono una nuova voglia di vivere.

Il vestito che le due ricamatrici stavano componendo è ormai completato, un’imprevista meraviglia per lo spettatore che ricorda le prime bozze di quel lavoro senza forma: una metafora della crisalide che si trasforma in farfalla e spiega le ali per intraprendere il volo della vita.

lola-naymark-in-una-scena-di-le-ricamatrici-14667Il lavoro paziente delle due ricamatrici può essere considerato una metafora della relazione educativa che si instaura tra insegnanti e studenti. L’insegnamento è un’attività di straordinario spessore morale, una delle più alte e creative dell’uomo: l’insegnante, infatti, non scrive su materia inerte ma nell’anima dei propri alunni. Assume, perciò, un valore di estrema importanza la relazione personale tra insegnante ed alunno, che non si limiti ad un semplice “dare” e “ricevere”. Sapere comunicare con un alunno non significa esclusivamente essere in grado di fare bei discorsi sui temi fondamentali, ma piuttosto essere in grado di innescare nell’alunno una riflessione sistematica, che lo aiuti a prendere consapevolezza di quanto sta accadendo dentro di sé ed attorno a sé. Di conseguenza, ogni attività didattica dovrebbe tendere sempre alla valorizzazione delle caratteristiche personali di ogni alunno. Inoltre, nell’instaurare una relazione educativa autentica, l’insegnante realizza anche un’occasione di crescita personale. Tutti gli educatori dovrebbero agire in sintonia tra di loro nel momento che l’educazione non è mai un’opera isolata, ma il risultato degli sforzi comuni che, sotto profili diversi, hanno compiti educativi.

L’incontro di formazione e spiritualità si è concluso con un momento di convivialità durante il quale tutti i partecipanti hanno potuto scambiarsi idee ed opinioni sulle tematiche affrontate con la consapevolezza di avere arricchito la loro missione educativa.

Mattia Caro

 

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